io, il computer e internet

•dicembre 4, 2009 • 2 commenti

Presentazione1io il computer e internet

La mia intervista a me stessa: un monologo sul mio rapporto con il pc, con internet e considerazioni finali.

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il genio “informatico” della porta accanto

•dicembre 3, 2009 • Lascia un commento

Anche quest’anno uno dei lavori individuali propostoci dal prof Lariccia è consistito in un’intervista a un informatico della porta accanto geniale, bravo cioè col computer. Io ho scelto di intervistare mio cugino Tommaso:se leggerete l’intervista capirete perchè…INTERVISTA REALE al genio informatico della porta accanto

origami natalizi

•dicembre 2, 2009 • 2 commenti

alberodi natale

babbo natale

stella

stella 2

stella 3

stella 4

stella 4

addobbo

patchwork

natività

Ormai tutto intorno ci ricorda che il Natale è vicino…a scuola coi bambini stiamo vivendo il percorso dell’Avvento, imparando canzoni e poesie sul Natale, preparando lavoretti,  addobbi  e recita Natalizia…quindi perché non prendere spunto da queste immagini:

origami e infanzia

•dicembre 2, 2009 • Lascia un commento

La parola origami, di origine giapponese, è composta dal verbo oru (piegare) e dalla parola kami (carta) e viene comunemente usata per definire una tecnica manuale che permette di realizzare figure o forme di ogni tipo (animali, fiori, oggetti, ecc.) mediante la piegatura di uno o più fogli di carta. In particolare la carta di riso, dolcissima nel lasciarsi piegare senza rompersi, consentendo di passare da un semplice foglio a forme complesse, senza limiti alla propria creatività e inventiva. La storia degli origami va dunque di pari passo con quella della carta e ha inizio in Cina nel 105 d.C., quando per la prima volta venne ottenuta la carta dalla corteccia dell’albero.

Nel 610 d.C.un monaco buddista esportò in la tecnica per la realizzazione della carta in Giappone, il cui popolo contribuì a rendere questo materiale più morbido e resistente usando il riso. Nei paesi occidentali, invece, si prediligeva l’uso della pergamena e del papiro. L’apertura della prima cartiera avvenne in Italia a Fabriano nel 1267.

Per anni la carta è stato considerato un prodotto raro e pregiato.

L’origami più antico risale al periodo Heian (714-1185 d.C.): consisteva in un foglio pieghettato, atto a coprire la bottiglia di saké posta sull’altare  come offerta propiziatoria durante le cerimonie religiose. A questo stesso periodo risalgono:

  • i modelli stilizzati di una farfalla maschio (o-cho) e di una farfalla femmina (me-choapplicati al collo delle bottiglie di saké per il rito augurale delle cerimonie nuziali Shinto;
  • strisce di carta bianca piegate a zig-zag, dette go-hei, al cui interno monaci e fedeli scrivono brevi preghiere;
  • veri e propri grappoli di gru appesi nei tempi buddisti, in quanto la carta, con il suo candore simbolo della purezza, è considerata il mezzo perfetto per comunicare con gli esseri divini;
  • il sambo, una specie di scatola realizzata per contenere le offerte di riso, sale e frutta disposte lungo le scalinate che conducevano ai templi.

Verso la metà del periodo Heian l’arte origami fece il suo ingresso nelle corti. Usata come pagamento per le tasse da parte del popolo, la sua qualità veniva attentamente vagliata da funzionari dello Stato. Alla Corte Imperiale la carta veniva ampiamente usata da nobili, favorite e supplici, essendo la maggior parte delle comunicazioni diffuse per iscritto e considerato come indice di buon gusto piegare con raffinatezza una lettera. I messaggi prendevano così la forma di fiori, farfalle, forme stilizzate oppure astratte, ma sempre in sintonia con il contenuto del messaggio, lo stato d’animo del mittente e la stagione.

Del periodo Kamakura (1185 – 1333 d.C.) è il noshi: tale parola è l’abbreviazione di noshi-awabi, una striscia di carne di mollusco marino seccata al sole, un alimento molto importante nel Giappone del medio evo, la cui offerta era considerata un augurio di buona fortuna. In questo periodo alcune famiglie inserirono nel loro stemma degli origami, e ne rimane traccia nelle rappresentazioni sui kimono risalenti a quel periodo.

Il mantenimento della tradizione dell’origami venne preservata tramandando oralmente le tecniche di generazione in generazione fino all’inizio del XVIII secolo, quando vennero realizzati i primi libri sull’argomento. I modelli presentati erano quelli appartenenti alla tradizione: bamboline, decorazioni, gru, rane, scatole, stelle.

L’origami in Occidente

Il primo contatto dell’origami con l’Europa avvenne tra il XVI ed il XVII secolo, trovando entusiasti piegatori in Italia e Spagna. Il primo origami completamente europeo fu spagnolo: la pajarita, un passerotto che batte le ali se la sua coda viene tirata. Nel nostro Paese in quegli anni si sviluppò un tipo di plissettatura particolare, impiegata nella piegatura dei tovaglioli. I prestigiatori ricorrevano all’origami per stupire il pubblico: nel 1700 gli illusionisti con Il Ventaglio Magico, composto da una larga striscia di carta piegata a fisarmonica, incantavano il pubblico grazie alla sua versatilità nell’ottenere vari tipi di figure. Froebel, creatore del primo asilo infantile, propose l’origami come mezzo creativo per sviluppare la coordinazione psicomotoria dei bambini, mentre a Robert Habin va il merito di averlo diffuso in Inghilterra.
Nel XIX secolo si ebbe uno sboccio di creatività tra gli origamisti, con la realizzazione di modelli moderni, raffinati e complessi.
Nel 1958 Oppenheimer fondò a New York l’Origami Center e dopo 10 anni nacque la British Origami Society.

Filosofia dell’origami

Legato alla filosofia Zen, l’origami giapponese è caratterizzato dalla predilezione per l’astrazione e l’essenzialità delle pieghe: deve essere la fantasia dell’osservatore a completare la figura rappresentata con semplicità ed eleganza. Cura dell’origamista orientale è scegliere con attenzione la carta e studiare le proporzioni.
Partendo dal presupposto che la differenza esistente tra le cose è solo apparente, quando si piega un quadrato di carta si compie un gesto creativo in quanto si dà forma e si concretizza un’idea, si ottiene un oggetto compiuto e soggetto al deterioramento, come tutto ciò che esiste in natura. Tale osservazione del mondo, per ricrearlo, conduce alla sua comprensione, quindi all’illuminazione Zen.
Mentre per il piegatore giapponese la gioia nel realizzare un origami risiede nella danza delle mani che lavorano per realizzare la figura, per quello occidentale la soddisfazione deriva dalla riproduzione in modo quasi pignolo dei dettagli del soggetto rappresentato, rifinendo il modello con pieghe piane, appena accennate e curvilinee.

Per l’orientale la gioia della realizzazione sta nell’atto,
per l’occidentale nell’oggetto.

LA CARTA PER GLI ORIGAMI

La scelta della carta da utilizzare dipende dal tipo di modello che si ha intenzione di realizzare. In comercio è possibile trovare vari tipi di carta tra cui: le sottilissime e colorate carteveline, i normali fogli per macchina da scrivere o fotocopie, la carta per origami, la carta da pacchi, i cartoncini leggeri ecc…
La scelta varia a seconda della complessità del modello, dal tipo di effetto finale che si intende raggiungere, e dalla quantità di strati che si andranno a sovrapporre man mano che il modello prende forma.
In genere la cartavelina viene usata per realizzare fiori molto delicati, farfalle o altri modelli particolari, proprio perchè la sua fragilità traspare nel modello finale. Tra i fattori più importanti da valutare nella scelta della carta, contano molto: lo spessore, la resistenza, e la capacità di tenere la piega. Un buon formato che gode di queste caratteristiche tipo è proprio la carta per origami. Questa può essere comprata nei negozi, anche se in genere essendo piccole dimensioni non permette di realizzare modelli molto complessi.

Come suggeritoci dal prof Lariccia, ciascun gruppo – in particolare noi dell’indirizzo infanzia- ha svolto la sua ricerca sugli origami, cercato video, immagini e siti di scuole dell’infanzia nel cui POF risulta inserito un progetto dedicato proprio a quest’arte di piegatura della carta, in linea con l’intuizione di Froebel.

Ecco qui di seguito i link delle scuole trovate con  mio gruppo e alcune immagini adatte -pensiamo- per bambini tra i 4 i 6 anni:

http://digilander.libero.it/ASILO_DI_LOZZO/files/pof2008_2009.htm

http://xoomer.virgilio.it/ic_ldrobbia/nuova_pagina_6.htm

http://php.math.unifi.it/archimede/archimede/laboratori/offertadidattica.php

http://www.donmilani.prato.it/htm/infgius.htm

http://www.donmilani.prato.it/htm/infgius.htm

rana

piegature base

cane

busta

scatola

cestino

link origami

•dicembre 2, 2009 • Lascia un commento






Anche di video sugli origami su Ytube se ne possono trovare parecchi: dagli animali, ai fiori, agli addobbi natalizi! Dai più semplici per bambini piccoli ai più complicati per appassionati ed esperti! Buona visione!!

Profilo di un matematico:intervista a escher

•dicembre 2, 2009 • Lascia un commento

Presentazione1PROFILO DI UN MATEMATICO

alcuni link Ytube per tesseletion

•dicembre 2, 2009 • Lascia un commento



se andate su ytube e cercate tesseletion ve ne compariranno diversi!